Perché è importante imparare a conoscere e riconoscere le nostre emozioni, i nostri stati d’animo e i nostri sentimenti.

Siamo abituati, se va bene, ad ascoltare i segnali che il nostro corpo ci invia, come un mal di testa, un mal di pancia o un raffreddore e a ciò poniamo rimedio con un anti-dolorifico, un anti-infiammatorio o una visita dal medico. Ma siamo in grado di capire cosa succede nella nostra mente, o nella nostra pancia -in quanto secondo cervello- quando semplicemente alcune cose accadono? Occupati e immersi nella vita frenetica di tutti i giorni, molti di noi hanno dimenticato cosa vuol dire ascoltare se stessi, e spesso i sentimenti negativi, quando emergono, vengono soffocati da situazioni o rapporti che fungono da tappo, come una pentola a pressione che prima o poi è destinata ad esplodere.

Ciò che non dobbiamo mai dimenticare, però, è che noi abbiamo un’infinità di strumenti per superare questa empasse… e qua ve ne propongo uno.

I popoli antichi insegnavano e raccontavano i sentimenti attraverso la mitologia: in quanto immenso scenario delle passioni umane, essa mostrava ai giovani il senso della follia, della saggezza, dell’intelligenza, dell’aggressività, della bellezza, della pigrizia e di molto altro ancora. Allo stesso modo noi, oggi, dovremmo imparare a conoscere e riconoscere il nostro stato d’animo attraverso la letteratura, e dando fiducia a ciò vedremo come la cultura intervenga a livello emotivo.

Su questa idea di fondo, a Firenze, è stata aperta una nuova libreria, e l’appellativo nuova è riferito al modo di proporsi. Difatti la Piccola farmacia letterariapropone soluzioni letterarie per problemi reali: come in una vera farmacia i libri hanno il cosiddetto bugiardino, o foglietto illustrativo, con indicazioni, posologia ed effetti collaterali suddivisi in categorie fra stati d’animo e malanni fisici.

Un’idea geniale ed entusiasmante, questa, basata sulla secolare consapevolezza che il sentimento è un prodotto culturale, fa parte della dimensione cognitiva e pertanto si educa.